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Colonnine SOS fuori uso sulla A2: una situazione di grave criticità

Colonnine SOS fuori uso sulla A2

Tra i pilastri fondamentali per la sicurezza lungo le autostrade italiane, le colonnine sos rivestono un ruolo insostituibile; tuttavia, lungo diversi tratti si registrano guasti che da settimane si protraggono senza interventi risolutivi. In particolare sull’autostrada A2 del Mediterraneo, la mancata funzionalità di questi dispositivi costituisce un problema serio, poiché rappresentano il mezzo immediato per richiedere soccorso in situazioni di emergenza, e la loro assenza potrebbe generare conseguenze drammatiche.

Nonostante l’A2 sia riconosciuta come una delle infrastrutture più tecnologiche d’Europa, con copertura Wi-Fi che si estende su quasi cinquecento chilometri, lo stato di abbandono di alcune postazioni mina in modo significativo la sicurezza degli automobilisti. Non si tratta soltanto di un problema estetico o di decoro: è in gioco la capacità di intervenire prontamente in caso di incidenti o malori improvvisi.

L’indifferenza mostrata nei confronti di una manutenzione tempestiva appare quasi paradossale, considerato che molte di queste colonnine sono fuori uso da oltre due mesi. La ripetuta negligenza nell’affrontare tali disfunzioni testimonia quanto ancora si sia lontani da un controllo capillare e continuo delle condizioni reali della rete stradale e degli strumenti destinati a garantire l’assistenza in emergenza.

Denuncia di Corrado Fella e il ruolo di IDD

Corrado Fella, segretario provinciale di Italia dei Diritti per Salerno, ha recentemente segnalato un caso emblematico lungo il tratto nord tra Eboli e Campagna, precisamente al chilometro 41, dove una colonnina sos versa in stato di totale abbandono. Il dispositivo, del tutto inutilizzabile, non assicura alcuna risposta in caso di chiamata, mettendo così a rischio la tutela degli utenti.

L’intervento diretto di Fella mette in luce come siano spesso proprio i cittadini e le realtà politiche di base a scoprire problemi che restano invisibili alle autorità preposte. Con un tono misurato ma fermo, il segretario denuncia l’inerzia delle istituzioni, che, pur essendo state messe al corrente, tardano a intervenire per sanare situazione potenzialmente pericolose.

Puntare su un’autostrada moderna prescindendo dalla cura delle strutture di emergenza significa correre il rischio di trasformare la trascuratezza in un’emergenza ben più grave. Da qui il monito netto e ineludibile: serve un intervento urgente che restituisca piena funzionalità alle colonnine, dispositivi che in caso di bisogno possono rappresentare l’ultima ancora di salvezza.

Le raccomandazioni di Carlo Spinelli alla politica

Carlo Spinelli, responsabile nazionale per la politica interna di Italia dei Diritti, ha rivolto un accorato appello al ministro delle infrastrutture, mettendo in discussione le priorità dell’attuale governo. Prima di lanciarsi in grandi progetti infrastrutturali, sottolinea, bisognerebbe concentrarsi sul recupero e sulla costante manutenzione di ciò che già esiste.

Con un approccio realistico e critico, Spinelli invita a favorire un’attenzione concreta all’efficienza e alla sicurezza quotidiana invece di inseguire visioni spettacolari e spesso distanti dalla realtà. Un impegno rivolto a proteggere la vita degli automobilisti, che lungo strade complesse come l’A2 non possono prescindere da un sistema di sicurezza funzionante e affidabile.

Rimanendo fedele alla concretezza, manifesta la speranza che venga finalmente riconosciuta la priorità delle condizioni reali e quotidiane del patrimonio infrastrutturale, troppo spesso vittima di incuria o sottovalutazione. In un Paese in cui l’auto è ancora il mezzo di trasporto prevalente, l’importanza di questi strumenti dovrebbe essere universalmente riconosciuta e tutelata.

Implicazioni per la sicurezza sulla A2

La mancanza di sistemi di emergenza efficaci lungo le salite e discese dell’Appennino induce a riflettere sugli effetti concreti di questo vuoto nei momenti di incidente. Tenendo conto del transito frequente di mezzi pesanti, talvolta poco sottoposti a controlli severi, e della presenza continua di cantieri, la questione assume contorni ancora più delicati. Una chiamata ritardata o impossibile rischia di rallentare gli interventi di ambulanze e forze dell’ordine, aggravando situazioni già critiche.

Ciò che si manifesta non è dunque soltanto un guasto tecnico, ma una reale falla nel sistema di prevenzione e assistenza. Il traffico congestionato in determinati orari, unito alle condizioni meteorologiche avverse tipiche della zona, rendono indispensabile il funzionamento ininterrotto di ogni strumento di sicurezza.

Alla luce di tutto ciò emerge con chiarezza l’urgenza non solo di una manutenzione ordinaria scrupolosa, ma di un impegno istituzionale rinnovato, volto a monitorare costantemente lo stato delle infrastrutture. Solo così si potrà offrire a chi percorre la A2 un viaggio non solo più veloce, ma soprattutto più sicuro e affidabile.

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Rosario Mammella