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Autore: Rosario Mammella

La prima edizione di “Luoghi abitanti”

È stata presentata presso la sala del Consiglio della Città Metropolitana di Napoli la prima edizione di “Luoghi abitanti”. L’evento di cultura e turismo promosso dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante insieme alla Città Metropolitana di Napoli, è stato illustrato da Tiuna Notarbartolo, direttrice del progetto; Antonio Parlati, direttore Rai Napoli; Antonio Sabino, sindaco di Quarto, delegato al patrimonio della Città Metropolitana; Anna Capasso, dirigente al Patrimonio della Città Metropolitana; Ottavio Lucarelli, presidente Ordine dei giornalisti; Giuseppe Ossorio, Fondazione Regioni d’Europa; Luigi Grossi, autore di una delle mostre inaugurate nella mattinata.

In apertura la Notarbartolo ha illustrato il ricco programma, dopo di lei il direttore Parlati si è detto entusiasta della riuscita di questo nuovo evento in cui la Rai è partner con l’Associazione Premio Elsa Morante. Ha proseguito Giuseppe Ossorio, ricordando di quanti e bei luoghi “abitanti” napoletani ci sono, al momento abbandonati a loro stessi e che andrebbero fatti rivivere proprio attraverso arte cultura e spettacolo. A portare i saluti dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, è stato il presidente Lucarelli che ha sottolineato il ruolo di stimolo che i giornalisti possono e devono avere in una rivalutazione dei luoghi proprio con manifestazioni del calibro di “Luoghi abitanti”. Dopo i saluti del maestro Grossi, ha preso la parola la dirigente al Patrimonio Anna Capasso che ha sottolineato l’importanza di una kermesse assolutamente originale che riporta i magnifici luoghi del patrimonio cittadino alla ribalta delle cronache e li apre alla fruizione delle persone.
In chiusura il sindaco di Quarto, Antonio Sabino, delegato al Patrimonio e Beni Comuni per la Città  Metropolitana di Napoli, portando anche i saluti del Sindaco Manfredi, ha posto l’accento sul valore anche di pietra miliale di “Luoghi abitanti” che apre, con queste  date, una prima edizione destinata a susseguirsi di anno in anno, allargandosi sempre più a territorio e territori, con un’offerta di arte, cultura e spettacolo di grande qualità e varietà. A seguire sono state inaugurate le due mostre personali di del Maestro Luigi Grossi “Napoli e la tavola Grossi”, e la personale del pittore siciliano Giuseppe Notarbartolo titolata proprio “Luoghi abitanti”. Infine, Tjuna Notarbartolo ha ricordato i partner di questa edizione che vanno da La Dante in Cambridge, European Cultural Centre, a Napoli Città della Musica, Argentalia, Associazione Alto Casertano, Giannini Editore, Comune di Quarto, e comune di Chiaianello.
Nel pomeriggio si è tenuta, nella stessa sala del Consiglio, il talk “Luoghi dell’anima” cui hanno preso parte  lo scrittore Lorenzo Marone, il musicista Antonio Onorato, il produttore creativo di “Un posto al sole” Fabio Sabbioni, il pittore Luigi Grossi. A condurre l’intenso dibattito sono stati Tjuna Notarbartolo e Antonio Parlati. “Un paese non ce l’ho, e l’arei voluto, foss’anche solo per il desiderio vanesio di tornarvi, a mostrare d’essere riuscito nella vita! Ma ne porto comunque uno dentro, che in verità m’ha visto poco crescere…” queste alcune delle  parole di  Marone che si riferisce Teggiano, un piccolo centro medievale del Cilento.  Il suo posto ideale potrebbe essere dunque, più un borgo che una città ma comunque un luogo dove ci si sente bene e si trova un proprio centro, dove si smette di vivere anestetizzati dal semplice scorrere del tempo.
“Napoli è una città molto estroversa e rappresenta perfettamente un luogo abitante perché abita le persone”, ha dichiarato Sabbioni. Trasferitosi da Bologna per lavorare come produttore creativo di Un Posto al sole, Fabio Sabbioni, ormai si sente a casa nella città partenopea. “Il luogo dell’anima è dove sei libero, dove ti riconosci e dove conosci.
Dove non rischi di inciampare e dove terminano i tuoi tentativi di fuga”, ha detto. Per Onorato invece, il luogo ideale è quello dal quale ci si sente irrimediabilmente attratti, per lui è l’America dei nativi, gli Indios, di cui ama profondamente la cultura, le tradizioni e la storia, tanto da sentirsi una reincarnazione di un di loro. Il maestro Grossi si è soffermato invece su  Napoli, le cui atmosfere ed umori  sono stati  rappresenta con i colori e la sua arte. “Napoli è il mio luogo dell’anima -ha dichiarato-. Il viaggio più lungo che ho fatto è stato dal quartiere sanità ai quartieri spagnoli, ma in quel breve tratto ho assorbito e restituito incredibili colori ed emozioni”.

Gli esperti della GIS Consulting in campo per la sicurezza nelle scuole

Si è concluso il mese dedicato alla Prevenzione e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro  organizzato dalla  Gis Consulting , in collaborazione  con diverse Istituzioni Scolastiche del territorio campano ed i relativi Dirigenti Scolastici che hanno ospitato gli eventi. Tra le scuole coinvolte ci sono: Iss Montalcini Ferraris di Saviano Marigliano, Ic De Filippo di Poggiomarino, Sspg Don Vitale di Giugliano – IS Tassinari di Pozzuoli, Cd 46’ Scialoja Cortese di Napoli, Isis Filangieri di Frattamaggiore.
L’iniziativa, che ha coinvolto diverse figure professionali che si occupano della Gestione della Sicurezza all’interno delle Istituzioni Scolastiche, rientra in un percorso intrapreso per la promozione della Sicurezza del Lavoro che vede le Scuole schierate in prima linea verso questo obiettivo. Al seminario hanno partecipato numerosi Dirigenti Scolastici, Dsga, Rspp, Aspp e Rls i quali hanno dato il loro contributo nella definizione dei processi di risoluzione delle problematiche sulla sicurezza anche alla luce della nuova Legge 215/2021 che modifica l’art.18   del dlgs 81/08 nei rapporti con l’Ente locale prevedendo una valutazione rischi congiunta.   Negli   incontri si è inoltre approfondito, con un breve training sul campo, il tema del Basic Life Support Defibrillation nelle scuole  con simulazioni di utilizzo del defibrillatore.
“Ci sentiamo particolarmente coinvolti sull’evoluzione normativa – ha detto il responsabile della Gis Consulting Giovanni Miraglia – il nostro vuole essere un valido supporto alla prevenzione dei rischi nelle Istituzioni Scolastiche. Un impegno pratico nel rispetto di tutte le figure coinvolte nel mondo della Scuola. Nel ringraziare quanti hanno partecipato agli eventi, dedichiamo questo successo ai nostri più stretti collaboratori che quotidianamente si adoperano per migliorare sempre i nostri servizi e per soddisfare le esigenze dei nostri committenti.”. I cinque seminari, hanno avuto una nutrita partecipazione territoriale di addetti ai lavori ed hanno rappresentato   una opportunità per la  Gis Consulting per condividere le esperienze maturate nei ventiquattro anni di attività vissuta. È stata anche l’occasione per confrontare le idee al fine di  raffinare  i nostri  Modelli di Organizzazione e Gestione  in  materia di sicurezza  e renderli più efficaci ed aderenti al quotidiano.
Dietro alla Gis Consulting c’è un team di  Professionisti con diverse specializzazioni,  una   competenza  in engineering e strumentazione  di verifica, una  passione  per la formazione,  un  aggiornamento costante e  continuo per cucire   con   immediatezza   e   semplicità   sulle   esigenze degli istituti scolastici le novità del legislatore e soprattutto un grande spirito di servizio.​

Napoli, capitale del Cinema

Può forse sfuggire a qualcuno che Napoli sia riconosciuta riconosciuta da tempo come una capitale europea in grado di gareggiare con le grandi città del mondo. In primis per l’afflusso di turisti che la città accoglie ogni anno e che ha fatto registrare numeri da capogiro, in secondo luogo per quello che la città partenopea può offrire. Napoli viene riconosciuta come patrimonio del mondo in ogni senso e in ogni campo. Non solo la si può vivere in prima persona, ma può essere guardata anche attraverso i mezzi di comunicazione.

Nel 1900 la città si è fatta valere nel campo cinematografico e soprattutto in quello teatrale, dove sembra quasi superfluo citare De Filippo; anche chi non lo conosce sa chi è. Un’attrazione gravitazionale quella che lega Napoli con la grandezza dei cambiamenti storici, sociologici, demografici e, più importanti ancora, cinematografici. Negli anni ’30, durante il regime, Napoli iniziò a ricoprire un ruolo chiave nella propaganda fascista che avanzava a grandi passi nelle tecniche comunicative. Mussolini, che sapeva comunicare come un personaggio rientra perfettamente nella sua parte, faceva da regista e montatore nei suoi discorsi al popolo e “manovrava” anche il cinema con l’Istituto Luce. La realtà cittadina doveva essere pulita, bella, ordinata.

Ad esempio, nel 1932 Alessandro Blasetti diresse il famosissimo commediografo Raffele Viviani nel film La Tavola Dei Poveri, in cui un ricco marchese perdeva la sua ricchezza e diventava povero. Ma l’esempio di povertà nel film era sicuramente più pulito, non si accennava a povertà vera o ai barboni, perciò il lungometraggio venne girato in luoghi pulenti della città come Mergellina. Un distacco netto della realtà imposta dal regime per non ricadere nel decadentismo.

La differenza netta si avverte già quattordici anni dopo: Napoli è cambiata, la guerra l’ha quasi distrutta. Il cinema italiano di quel periodo è rappresentato dai Neorealisti, scesi in strada per girare film, girare la vita di quegli anni difficili. Roberto Rossellini arriva a Napoli neanche dodici mesi dopo la vittoria degli alleati per dirigere il secondo capitolo di Paisà (1946) ed è il miglior film in cui possiamo vedere la realtà della nostra Napoli liberata da vicino. Un bambino, “nu scugnizzo”, ha intenzione di derubare un afroamericano della MP ubriaco su Via Marina. Napoli bombardata a cielo aperto è una tristezza per gli occhi, ma riesce a ribadire la sua importanza anche così, spogliata.

Nuova Roma

Napoli quindi non si impone solo per la sua cultura, storia e arte che l’hanno contraddistinta nei secoli, ma continua a mantenere una propria egemonia. Al netto di moltissimi problemi cittadini e amministrativi che si protraggono da anni, la città continua a vivere periodi fiorenti quando si parla di media. Non a caso quindi, Napoli rientra a pieno diritto nelle televisioni di tutti.

Prima era Roma, con Cinecittà (di importanza assoluta ancora odiernamente) oggi è il capoluogo campano ad attirare una miriade di produzioni che lavora a prodotti di prima serata. Al di sopra di tutti, gioielli della Rai, Mina Settembre e L’Amica Geniale: entrambe queste fiction, che registrano milioni di spettatori, sono state girate e ambientate a Napoli. Per L’Amica Geniale c’è la co-produzione di HBO e Wildside, un set enorme è stato costruito a Caserta per ricreare il vero Rione Luzzatti con tanto di green screen per la CGI. Mina Settembre è ambientata nei vicoletti storici come i Quartieri Spagnoli e il Rione Sanità. Napoli è arrivata anche all’Academy con l’ultimo film di Sorrentino.

La città pullula di set che durano per mesi e che non fanno altro che accrescere la notorietà di Napoli in Italia e all’estero. Gomorra, anche se non mostra pregi ma delle tristi realtà, è stato esportato con successo all’estero. Diventa consuetudine e motivo d’orgoglio quel prodotto, che arriva in una casa e che spinge una persona a visitare questa bellissima città.

La scuola di tutti

Fare cinema, lavorare nel cinema non è un mestiere di tutti. In termini di accessibilità non è una scuola o un’università che permette l’accesso diretto nel mondo in cui tanti sognerebbero di parteciparvi. E siccome Napoli è nella mente di tanti la nuova capitale del cinema, c’è una proposta: costruire una scuola di cinema. Non un’università, ne un accademia privata. Una scuola in cui tutti potrebbero andare, studiare e un giorno lavorare. La proposta è reale sotto forma di lettera, che venne firmata nel maggio del 2020 da illustre personalità del mondo cinematografico come Sorrentino. L’Albergo Dei Poveri in Piazza Carlo III, abbandonato e in rovina, potrebbe essere la sede perfetta della Scuola Nazionale del Cinema di Napoli, una struttura enorme con tantissime stanze, che se ristrutturata darebbe spazio a molteplici attività. Oggi è una proposta, domani forse una realtà.

Nuovo bonus auto fino a 3.500 euro: chi può richiederlo?

Buone notizie per chi possiede un’auto alimentata a benzina o diesel e ha deciso finalmente di passare a un’auto elettrica. Il Ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti ha stabilito che il nuovo bonus auto nasce allo scopo di ridurre le emissioni di CO2 nell’aria e per incrementare la diffusione di veicoli elettrici  circolanti.

Nuovo bonus auto fino a 3.500 euro: come funziona

Attivo dalla fine del 2021, il bonus mette a disposizione dei cittadini, per riconvertire il motore endotermico in un motore elettrico, un fondo da 14 milioni di euro. Ogni utente delle strada alle prese con la decisione di inquinare il meno possibile può ottenere fino al 60% delle spese sostenute, entro un massimo di 3.500 euro. In più, è possibile ricevere un contributo aggiuntivo fino al 60% sulle spese relative all’imposta da bollo per l’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico, all’imposta da bollo e di registro.
Requisito fondamentale per ottenere il bonus è il possesso di un veicolo alimentato a benzina o diesel, adibito al trasporto di persone o di merci. Quindi oltre alle auto, anche i furgoni, i camion e alcune tipologie di fuoristrada. Inoltre, il bonus è retroattivo agli interventi eseguiti a partire dal 10 novembre 2021 e non sono previsti limiti reddituali o ISEE per accedere.

Come richiederlo

A breve sarà attivata una piattaforma, gestita da Consap Spa, anche se il Ministero dei Trasporti non ha ancora chiarito quali siano le modalità utili per la presentazione della domanda. In ogni caso la scadenza per poter richiedere il bonus auto è stata fissata al 31 dicembre 2022.