Terremoto ai Campi Flegrei, dopo la scossa di magnitudo 4.7 una nuova scossa di 3.8 avvertita fino a Napoli
Venerdì 31 luglio 2026, alle 19:46, una forte scossa sismica di magnitudo 4.7 ha colpito l’area dei Campi Flegrei, con un ipocentro localizzato a soli 3 chilometri di profondità. Si tratta del terremoto più intenso mai registrato in epoca strumentale nell’area, superando il precedente record di magnitudo 4.6 del 30 giugno 2025. L’evento è stato rilevato dall’INGV, grazie alla Sala Operativa dell’Osservatorio Vesuviano di Napoli.
L’epicentro si trovava a circa 5 km da Pozzuoli, città con oltre 81 mila abitanti, e a 9 km da Napoli, che conta quasi un milione di residenti. La scossa è stata chiaramente percepita in tutta l’area flegrea, in diversi quartieri della città metropolitana, nonché sulle isole di Ischia e Procida.
Nei comuni più vicini, come Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Marano di Napoli e Napoli stessa, fino a Giugliano in Campania, Casoria, Aversa, Ercolano, Afragola, Portici e Torre del Greco, numerose persone hanno avvertito il sisma.
L’impatto più grave si è verificato a Pozzuoli, dove, come riportato da Fanpage.it, è crollata una palazzina disabitata nei pressi dell’anfiteatro. Le vie circostanti sono state invase da polvere e calcinacci, mentre sono giunte numerose segnalazioni di danni agli edifici, tra cui crepe e vetri rotti. Molti cittadini, spaventati, hanno preferito abbandonare le proprie case e uscire in strada.
La prima scossa ha dato seguito a una serie di 14 eventi sismici secondari, con magnitudo variabile tra 1.0 e 3.8. Quest’ultimo terremoto, registrato alle ore 22:00, ha avuto la stessa profondità di 3 km e un epicentro sempre nei pressi di Pozzuoli.
Secondo l’ultimo aggiornamento della Protezione Civile delle 22:30, si contano almeno 10 feriti lievi. Sono stati segnalati, inoltre, crolli di edifici disabitati, danni al molo di Pozzuoli e frane in alcune zone, su cui sono in corso accertamenti.
L’Unità di Crisi della Protezione Civile e la Sala Situazione Italia del Dipartimento restano costantemente attivi, mantenendo contatti con le strutture locali di protezione civile. Nel frattempo, i tecnici sono intervenuti tempestivamente per ripristinare la fornitura elettrica nelle aree colpite dai blackout.
Dal punto di vista geologico, i terremoti dei Campi Flegrei sono da attribuirsi al fenomeno del bradisismo, caratterizzato da cicli di lento sollevamento e abbassamento del terreno dovuti a processi vulcanici. Nelle fasi di sollevamento, è frequente l’insorgere di scosse con ipocentri poco profondi, come quelle registrate di recente, che possono sfociare in crisi bradisismiche prolungate, come quella attualmente in corso nell’area flegrea.
Nonostante la forza degli eventi sismici, gli esperti escludono al momento il rischio di un’eruzione imminente e invitano alla calma: il bradisismo è costantemente monitorato e non sono stati rilevati segnali che facciano temere un’attivazione vulcanica nell’immediato futuro.
Il consiglio alle popolazioni è di rimanere informate tramite le fonti ufficiali, in particolare i siti dell’INGV e della Protezione Civile, per ricevere aggiornamenti affidabili e tempestivi sulla situazione.










