Skip to main content

Autore: Rosario Mammella

“Codice Rosso”: le nuove norme per contrastare la violenza di genere

La Camera ha dato il via libera a un nuovo pacchetto di misure che rientrano nel “Codice Rosso”, mirate a contrastare la violenza di genere. Questa iniziativa, ideata da Eugenia Roccella, il ministro per le pari opportunità, segue le orme della legge n.69 del 2019, che aveva già posto le basi per proteggere chi è vittima di atti persecutori e maltrattamenti.

Ma andiamo nel dettaglio, cosa prevede esattamente questo nuovo provvedimento? Innanzitutto, verranno introdotti strumenti più efficaci di prevenzione, come il braccialetto elettronico. Inoltre, la magistratura dovrà essere più rapida nella valutazione del rischio e nell’applicazione delle misure cautelari. E c’è anche l’introduzione dell’arresto in flagranza differita e nuove normative per formare meglio gli operatori che lavorano a stretto contatto con le vittime. A tutto ciò, si aggiunge un supporto economico per le vittime e l’obbligo di comunicare alla persona offesa.

La ministra Roccella non nasconde il suo entusiasmo: “Questa legge sarà un faro per tante donne, affinché non si sentano più sole”.

Meteo autunno: arrivederci sole d’ottobre, il weekend porta pioggia e gelo!

Eh sì, quei giorni d’oro dell’ottobrata stanno per concludersi. Quell’anticiclone dall’Africa, che ha pitturato le nostre giornate di un luminoso sole e ci ha cullato con temperature che sembravano regalate dall’estate, sta per prendersi una pausa. Un ospite inatteso, direttamente dall’Oceano Atlantico, sta per bussare alle nostre porte portando nuvole e un bel po’ di fresco.

Chi pensava che il bel tempo regnasse ancora si sbagliava. Beh, oggi e domani sì. Ma occhio al weekend! L’anticiclone africano ci dirà “addio” e il Nord dovrà fare i conti con qualche nuvola di troppo e piogge capricciose tra le montagne. E domenica?

Ci sarà spazio per correnti fresche e temporali, specialmente al Nordest. Ma non finisce qui! Un ciclone intraprendente sta per portare il suo carico di maltempo. Prepariamoci a sentir freddo e a tenere l’ombrello a portata di mano, perché le piogge sono in arrivo. Il Nord e il Centro saranno i primi a farne le spese, ma anche il Sud non si salva. E attenzione a lunedì: al Nord, non si arriverà più di 16°C. E al Sud? Martedì non andrà molto meglio con 17°C. La prossima settimana, più nuvole che sole e, per chi è vicino alle coste, occhio alle prime nebbie.

Emanuele Filiberto rinuncia alla Real Aversa “contestazioni inaudite”

Si chiude l’esperienza di Emanuele Filiberto di Savoia alla guida della Real Aversa, la squadra casertana in Serie D, acquisita dalla Casa Reale Holding, società legata al principe, lo scorso 21 aprile. Il fatto scatenante è stato l’episodio di ieri, dove l’Aversa ha subito una pesante sconfitta in casa per 4-1 dalla Puteolana.

Le parole riportate in una nota rilasciata sui social nella notte illustrano il disappunto: “Quanto accaduto oggi allo stadio Papa durante la sfida Aversa-Puteolana è qualcosa di inaudito. Dopo un dialogo costruttivo avuto la settimana scorsa con una delegazione della tifoseria e con gli ultras, consideriamo totalmente inappropriate e strumentali le contestazioni ricevute. Di conseguenza, decidiamo di concludere il nostro progetto calcistico ad Aversa, dissociandoci da quei 10 pseudo ultras che hanno manifestato in maniera inaccettabile la loro frustrazione, dimostrando, tra l’altro, scarsa capacità espressiva in italiano.”

La direzione ha pertanto risolto di cedere il titolo di Eccellenza al sindaco, affinché si adoperi a trovare qualcuno interessato. Nel frattempo, la gestione ordinaria della squadra verrà assicurata fino al 30 novembre.

Durata incerta per lo Sciame Sismico nei Campi Flegrei di Napoli

Il sisma di magnitudo 4.2, verificatosi martedì notte nei Campi Flegrei, rappresenta l’evento tellurico più rilevante degli ultimi quarant’anni nel territorio napoletano. La situazione attuale richiede analisi precise. Sebbene qualche calcinaccio sia precipitato a Bagnoli, non emergono danni significativi o feriti. Le scuole, dopo una breve sospensione precauzionale, hanno riaperto i battenti, mentre l’Anas conferma l’assenza di danni sulle strade. Il servizio ferroviario, interrotto brevemente, è stato prontamente ripristinato.

Dall’inizio dello sciame, lo scorso 7 settembre, gli episodi sismici accertati ammontano a circa ottanta, con magnitudini comprese tra 3.2 e 4.2. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avvisa che le scosse potrebbero protrarsi o intensificarsi. “Impossibile determinare la durata dell’attuale fase di bradisismo,” dichiara Doglioni, presidente dell’Ingv, enfatizzando l’apprensione scaturita non solo dalla sismicità ma anche dalle potenziali esplosioni freatiche (acquose, non magmatiche) indotte dalle scosse. Per ora, non vi sono segnali concreti di un’imminente eruzione vulcanica.

Il primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi, esorta una revisione dei piani di evacuazione. Il Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, invita a mantenere la calma, garantendo il pieno impegno del suo dicastero. Tre le priorità delineate nel recente incontro a Palazzo Chigi: l’aggiornamento del piano d’emergenza, un’analisi della vulnerabilità territoriale e una comunicazione efficace con la cittadinanza. L’aggiornamento è vitale, in quanto la corrente fase bradisismica, segnata da un lento sollevamento del suolo, diverge da quella degli anni ‘80. Si evidenzia un incremento dei livelli rispetto al periodo quarantennale precedente.

Previsioni meteorologiche Autunno 2023: doppia perturbazione incalza l’Italia interrompendo la quiete estiva

L’arrivo dell’Autunno è sancito. Una doppia minaccia meteorologica pone fine alla dominante alta pressione africana che ha regalato giorni soleggiati anche in settembre. Un’impetuosa perturbazione si abbatte sull’Italia, manifestando fenomeni intensi con sfumature temporalesche e vigorose folate di vento. Un mare agitato è atteso lungo le coste del nord-ovest, mentre da domenica un calo termico di 6-8 gradi è previsto.

Il primo attacco viene dal Mediterraneo, con un nucleo instabile proveniente dalla Spagna che porterà piogge e rovesci al centro-nord. Poi, un fronte atlantico proveniente dalla Scozia intensificherà la tempesta con temporali e sporadiche nevicate sulle Alpi oltre i 2.200 metri. La Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla per rischio idrogeologico in sei regioni (Lombardia, Lazio, Liguria, Umbria, Toscana, e Sardegna). Napoli e provincia hanno già assistito a un nubifragio all’alba, causando intoppi nella rete ferroviaria della Circumvesuviana.

Eppure, il sole resiste in tre regioni del sud. Calabria, Puglia e Sicilia continueranno a godere di un cielo sereno e temperature elevate, con picchi fino a 36 gradi, grazie al vento di scirocco. Talmente caldo che a Palermo, Messina e Trapani è stata dichiarata l’allerta rossa per il rischio incendi. Ma il cambiamento è alle porte: dalla prossima settimana, il ciclone equinoziale si estenderà sul meridione, dando l’addio definitivo all’estate.

Il sogno da realizzare di Factory Tax

Il progetto si chiama “Il sogno da realizzare” ed è stato lanciato da Factory Tax, una realtà con sedi a Napoli, Milano, Roma e Sorrento. La guidano Ezio Stellato e Daniele D’Ambrosio i quali, nell’iniziativa hanno trovato alleati nelle persone di Nino Carmine Cafasso, Giovanni De Vita, Pio Morcone, Davide Leonardi, Renato Penza e Marco Fiengo.

Il progetto è un invito a tutti i giovani perché possano sognare in grande. Un aiuto a non perdere la speranza di conseguire un’adeguata istruzione universitaria, indispensabile per poter entrare nel mondo del lavoro con le stesse opportunità concesse a tutti.

Factory Tax ha stilato un vero e proprio manifesto: “Viviamo in un mondo in cui ci sono continui messaggi volti alla svalutazione della cultura, del sacrificio e della formazione universitaria; dedicare tempo e denaro al percorso di studi necessario a soddisfare le proprie aspirazioni è una possibilità che non a tutti viene concessa con la conseguenza di vedersi inibito l’accesso alla professione o al lavoro desiderato”.

L’obiettivo che si propone Factory Tax è quello di abbattere le barriere ai sogni dei ragazzi, scommettere sulla formazione e sulla determinazione dei giovani affiché non abbandonino le proprie speranze. Particolarmente quei giovani che, appartenendo a nuclei familiari in difficoltà economiche, rischiano di rinunciare a rendere pieno di occasioni il proprio futuro.

È possibile presentare la propria candidatura alla borsa di studio inviando un’e-mail all’indirizzo sogno@factorytax.it”.

Rientro tra i banchi: le emozioni, le festività e i rituali degli studenti italiani nel 2023

Il sipario si apre sul nuovo anno scolastico. Questa mattina, con la campanella che ha riecheggiato nelle aule, Emilia Romagna, Lazio e Toscana hanno salutato il ritorno degli studenti. Nonostante alcune modifiche ai calendari regionali, ogni scuola si è assicurata di accogliere i propri alunni entro il 15 settembre, con l’idea di chiudere il sipario scolastico entro l’11 giugno 2024.

Quest’anno, il 2023, si annuncia ricco di interruzioni e momenti di pausa. A partire da Ognissanti, festeggiato tra l’1 e il 2 novembre, fino all’Immacolata, che quest’anno regala un lungo weekend cadendo di venerdì. E per chi si chiedesse delle vacanze natalizie e pasquali? Beh, la maggior parte delle regioni si immergerà nello spirito festivo dal 23 dicembre al 6 gennaio 2024, mentre una breve sosta primaverile si avrà dal 28 marzo al 2 aprile 2024.

Ma non è tutto rose e fiori. Il rientro porta con sé una valanga di emozioni. L’ansia si fa spazio tra 4 studenti su 5, colorati da sfumature di rabbia, desiderio di evasione e frustrazione. Per un terzo di loro, la sfida è riconciliarsi con la routine quotidiana. E mentre il timore di sommergersi nei compiti serpeggia, c’è chi cerca conforto nei rituali: un accessorio “magico”, un vestito considerato fortunato o quel particolare banco, custode di tanti segreti e ricordi.

IT-Alert: l’innovativo sistema di allarme Nazionale per emergenze

L’IT-alert rappresenta l’avanguardia nell’informazione d’emergenza. Una sorta di “avvisatore personale” per chi ha un cellulare, pronto a segnalare situazioni di grave pericolo in una determinata area. Ancora in fase di sperimentazione, il suo obiettivo è ampliare e affiancare i metodi di comunicazione già presenti. Non bisogna pensare all’IT-alert come un’ancora di salvezza, ma piuttosto come un primo campanello d’allarme: una fonte rapida e tempestiva di informazioni cruciali.

IT-Alert, come funziona?

Se ci si trova nell’area di interesse, IT-alert segue lo standard internazionale “Common Alerting Protocol” (CAP), assicurando così una perfetta integrazione con altri sistemi di allarme sia a livello nazionale che internazionale.

Vuoi saperne di più sui rischi specifici in Italia? Visita qui il sito https://rischi.protezionecivile.gov.it/it/ e per conoscere le buone pratiche di protezione civile, a questo link : https://www.iononrischio.gov.it/it/

Quando e perché si attiva?

L’IT-alert non suona per ogni piccolo contrattempo. Seguendo la Direttiva UE 2018/1972 e il Codice delle comunicazioni elettroniche italiano, scatta solo in situazioni gravi o di potenziale catastrofe. Ma, al momento, è in modalità test, con un’attenzione particolare ad eventi specifici e ben definiti.

Eventi monitorati

La fase pilota dell’IT-alert sta affrontando una lista precisa di rischi, come indicato dalla Direttiva del 7 febbraio 2023:

  • Tsunami causati da terremoti
  • Rottura di grandi dighe
  • Eruzioni dei vulcani come Vesuvio e Stromboli
  • Emergenze nucleari e radiologiche
  • Gravi incidenti in specifici stabilimenti industriali
  • Forti precipitazioni

Chi spinge il pulsante?

In questa fase, il Dipartimento della Protezione Civile ha il controllo. Ma presto, secondo la Direttiva del 7 febbraio 2023, anche altre entità potranno usare direttamente il sistema.

Cosa succede in caso di allarme?

Se ci si trova nella zona a rischio, il telefono squillerà con un tono distintivo. Sullo schermo si leggerà “IT-alert”. Durante questa fase di test, viene chiesto anche di rispondere a un questionario: un modo per rendere il servizio ancora migliore.

Limiti da considerare

Ogni nuova tecnologia ha le sue sfide. L’IT-alert non fa eccezione. Gli imprevisti naturali, le incertezze scientifiche, e i limiti tecnologici possono influenzare l’efficacia. Ad esempio, ci sono sfide nella sincronizzazione tra l’area di allerta stimata e la copertura delle antenne telefoniche. Ciò significa che talvolta alcuni dispositivi potrebbero non ricevere l’alert, mentre altri al di fuori dell’area potrebbero farlo.

Ma ricorda, l’IT-alert non è l’unico baluardo contro i rischi. È uno strumento per sensibilizzare e prepararti meglio.

Come funziona il sistema IT-alert

Il servizio IT-alert si posiziona come un pilastro fondamentale nella protezione civile, agendo come uno scudo informatico per i cittadini. Questo strumento pubblico, essenziale in tempi di emergenze gravi o eventi catastrofici, ha il compito di inviare messaggi ai dispositivi presenti nelle zone a rischio. L’obiettivo? Informare tempestivamente le persone, minimizzando così i rischi individuali e di comunità.

L’innovativa tecnologia “cell-broadcast” è alla base del funzionamento di IT-alert. Se immaginiamo la rete mobile come una vasta tela, ogni punto (o cella) può veicolare un messaggio IT-alert a qualsiasi dispositivo acceso e connesso. Questi messaggi hanno la precisione di un chirurgo, perché possono essere direzionati ad un gruppo specifico di celle, delineando l’area effettivamente a rischio.

In situazioni in cui la rete è congestionata o con campo limitato? Nessun problema. Il cell-broadcast  continua a funzionare impeccabilmente.

Tuttavia, ci sono alcune condizioni che potrebbero impedire la ricezione: dispositivi spenti, mancanza totale di campo o suoneria impostata su silenzioso. E, anche se non è necessario avere un’App specifica, è sempre una buona idea controllare le impostazioni del dispositivo, specialmente dopo un backup o se il sistema operativo non è aggiornato.

Come si adatta IT-alert al dispositivo

La percezione di IT-alert è come un camaleonte, adattandosi a modello, sistema operativo e versione in uso. Ma qui c’è la magia: non c’è bisogno di fare nulla per ricevere questi messaggi salvavita. Persino disabilitando la funzione IT-alert nelle impostazioni del dispositivo, i messaggi arrivano lo stesso. Il sistema assicura l’invio utilizzando la massima priorità.

Privacy al primo posto

Chi è preoccupato per la privacy deve sapere che con IT-alert, si può stare tranquilli. Non viene raccolto, archiviato o analizzato alcun dato personale. Grazie al sistema cell-broadcast, gli operatori telefonici inviano messaggi in modo indifferenziato e anonimo, basandosi esclusivamente sulla posizione geografica.

Questo flusso informativo è unidirezionale. In pratica, il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori telefonici inviano messaggi senza ricevere alcun feedback. E c’è una certificazione di sicurezza: il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha dato il suo benestare al sistema IT-alert.

Vuoi saperne di più? Il provvedimento completo è disponibile qui https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9207188

Sperimentazione

Il sistema IT-alert è in rampa di lancio e, per diversi mesi, è stata costruita la base tecnica che collega le CBE ai CBC dei principali operatori telefonici. Grazie a questo, sono stati effettuati vari test tecnici, come quelli visti durante gli eventi “Vulcano 2022” e “Sisma dello Stretto 2022”. Ora, c’è un’attenzione particolare alla sicurezza del sistema, per assicurarsi che tutto funzioni alla perfezione.

Nel 2022, la sperimentazione è diventata pratica, coinvolgendo i cittadini. Uno dei primi test reali è avvenuto sull’isola di Vulcano dove, durante una simulazione, sono stati inviati messaggi alla popolazione per istruirla su come comportarsi in caso di emergenza. In un evento successivo in Calabria e Sicilia, il sistema IT-alert ha mostrato il suo potenziale raggiungendo oltre mezzo milione di persone.

In più, grazie a un questionario online, si è scoperto che il 96% dei 20 mila partecipanti ha ricevuto il messaggio di allarme come previsto.

Da metà 2023, diversi test regionali sono stati programmati in diverse aree d’Italia, e per la fine dell’anno tutti avranno la possibilità di vedere come funziona IT-alert nella loro regione.

L’idea di IT-alert nasce dall’obiettivo di proteggere la vita delle persone in caso di emergenze. Questo concetto è supportato da diverse normative e direttive italiane ed europee, ed è previsto per diventare uno strumento fondamentale per la protezione civile.

Normative

Per chi è interessato ai dettagli legali, ecco alcune delle principali normative e direttive che riguardano IT-alert e la protezione civile:

Allertamento e sistema di allarme pubblico IT – Alert in riferimento alle attività di protezione civile. Testo coordinato della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 ottobre 2020 con la Direttiva del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare del 7 febbraio 2023

https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/it-alert-testo-coordinato-dpcm-del-23-ottobre-2020-e-dm-del-7-febbraio-2023/

Direttiva del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare del 7 febbraio 2023 – Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert

https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/direttiva-del-7-febbraio-2023/

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 ottobre 2020 – Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert

https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/direttiva-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-materia-di-allertamento-di-protezione-civile-e-sistema-di-allarme-pubblico-it-alert/

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2020. “Modalità e criteri di attivazione e gestione del servizio It- Alert”

https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/decreto-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-del-19-giugno-2020—modalit–e-criteri-di-attivazione-e-gestione-del-servizio-it–alert-/

Nicola Gratteri nuovo procuratore capo di Napoli: sfida alla ‘ndrangheta e vita sotto scorta

Nicola Gratteri, 65 anni, ha superato ogni previsione, diventando il nuovo Procuratore di Napoli. Già a capo dei pm a Catanzaro, la sua elezione da parte del CSM per presiedere l’ufficio giudiziario partenopeo è una dimostrazione della sua resilienza e capacità. Questa nomina riempie un vuoto lasciato per diciotto mesi da Giovanni Melillo, ora a capo della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Gratteri, con la sua impareggiabile esperienza, ha conquistato 19 voti nel plenum del CSM.

Chi ha votato Gratteri

L’ascesa di Gratteri non è stata priva di sfide. Tuttavia, grazie alla sua inarrestabile determinazione nella lotta alla ‘ndrangheta, ha guadagnato il sostegno di numerose figure chiave. Questo appoggio non è un caso: Gratteri ha costruito una rete solida con procure in tutto il mondo, grazie alla sua profonda esperienza nell’affrontare il crimine organizzato a livello nazionale e oltre. Con oltre 140 criminali arrestati sotto la sua vigilanza, molti dei quali tra i più pericolosi, ha dimostrato il suo impegno e la sua dedizione. Malgrado queste vittorie, alcune voci critiche sono emerse, specialmente da sostenitori di altri candidati.

Solo un anno fa, Gratteri era sull’orlo di diventare il Procuratore Nazionale Antimafia. Ha affrontato la situazione con franchezza, riconoscendo l’influenza delle correnti nel CSM e scegliendo di rimanere distante da quel circolo. Ma ora, la sua resilienza ha dato i suoi frutti, guidando il più grande ufficio inquirente d’Europa.

Chi è realmente Gratteri?

Ripercorrendo la sua carriera, Gratteri ha mostrato un impegno costante nella lotta alla ‘ndrangheta fin dagli anni ’80. Sopravvissuto a tre attentati nel 1993 e scampato a un altro nel 2005, la sua tenacia non ha limiti. Dai primi giorni come sostituto procuratore a Locri, alle sue attuali posizioni di leadership, Gratteri ha dimostrato di essere un faro nella lotta alla criminalità organizzata. E mentre la sua carriera ha avuto alti e bassi, tra cui una proposta mancata come Ministro della Giustizia nel 2014, il suo nome rimane sinonimo di integrità e determinazione nel panorama giudiziario italiano.

Un viaggio nella sua carriera

La storia di Gratteri serve da monito per chi crede che la lotta contro la criminalità sia un compito impossibile. Con coraggio, dedizione e una visione chiara, può emergere la vittoria anche dalle circostanze più avverse. E ora, con Gratteri al timone a Napoli, la città ha tutte le carte in regola per affrontare i suoi più grandi nemici con rinnovata energia e speranza.

Maschio Angioino: storia, fascino e segreti nascosti

Nel cuore pulsante di Napoli, la fortezza del Maschio Angioino o “Castel Nuovo” come alcuni lo chiamano, è un baluardo della storia italiana. Accompagnami in questo viaggio affascinante attraverso i secoli, tra le mura di questo monumento iconico.

Le origini e il periodo Angioino

Il Maschio Angioino, noto anche come Castel Nuovo, rivela una storia ricca e profonda, che affonda le sue radici nel tempo. La costruzione del suo nucleo antico, emerso grazie a recenti lavori di restauro e ricerca archeologica, fu avviata per volere di Carlo I d’Angiò. Nel 1266, dopo aver sconfitto gli Svevi, Carlo salì al trono di Sicilia e decise di spostare la capitale da Palermo a Napoli.

La dominazione di una monarchia straniera aveva orientato l’urbanistica napoletana attorno al fulcro del potere regale. Questo era manifestato dal porto e dai due castelli principali, Castel Capuano e Castel dell’Ovo. Un precedente rapporto tra la corte regale e l’urbanistica era stato instaurato da Federico II nel XIII secolo, che si era focalizzato principalmente sui castelli, trascurando le mura cittadine. Gli Angioini, oltre ai castelli esistenti, aggiunsero il Castel Nuovo, una struttura non solo difensiva ma anche la loro splendida reggia.

Fino a quel momento, la residenza reale di Napoli era stata Castel Capuano. Tuttavia, la fortezza normanna fu considerata inadatta e il re decise di costruire un nuovo castello vicino al mare. L’architetto francese Pierre de Chaule fu incaricato del progetto e nel 1279 iniziarono i lavori per il Castrum Novum. Questi terminarono in soli tre anni, un periodo di tempo incredibilmente breve considerate le tecniche dell’epoca e l’entità del progetto. Tuttavia, a causa della rivolta dei Vespri siciliani e ad altre vicende, il re non vi abitò mai e il castello rimase inutilizzato fino al 1285, anno della sua morte.

Il successore, Carlo II lo Zoppo, si trasferì al Castel Nuovo con la corte, ampliando e abbellendo la struttura. Durante il suo regno, il rapporto con la Santa Sede fu movimentato. Il 13 dicembre 1294, Castel Nuovo fu testimone dell’abdicazione di papa Celestino V e il 24 dicembre dello stesso anno, vi fu eletto papa Bonifacio VIII.

Numerose personalità illustri hanno soggiornato nel castello nel corso degli anni, tra cui Giovanni Boccaccio, Giotto, papa Bonifacio VIII, papa Celestino V e Francesco Petrarca. Sotto Roberto il Saggio, nel 1309, Castel Nuovo divenne un importante centro culturale, ospitando grandi artisti e intellettuali dell’epoca, tra cui Petrarca e Boccaccio, e affrescato dai più grandi pittori, come Giotto.

Nel 1343, il castello divenne la dimora di Giovanna I, che dovette affrontare vari assalti e conflitti. Una leggenda narra che Giovanna avesse nel castello una botola segreta, dove gettava i suoi amanti, destinati a essere divorati da creature marine, tra cui un coccodrillo.

Gli Aragonesi

Con gli Aragonesi, la fortificazione prese un nuovo volto. Sotto la loro guida, il Maschio Angioino fu rinnovato, diventando più maestoso. Le mura furono rafforzate, torri aggiunte, e la sua imponenza rifletteva il potere aragonese. Questi anni furono densi di eventi, dalla politica alle storie d’amore.

Dal primo dopoguerra ad oggi

Il dopoguerra fu un periodo di rinascita per il Maschio Angioino. Dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, il castello si è trasformato in un polo culturale, ospitando eventi, mostre e festival. Oggi, rappresenta non solo il passato di Napoli, ma anche il suo presente vibrante.

Struttura architettonica

La struttura conserva ancora diversi elementi originali della fortezza angioina: tra questi, spicca la Cappella Palatina, accompagnata da specifiche finestre a croce francesi, e parti delle mura e torri originarie.

La pianta del castello si sviluppa in forma irregolarmente trapezoidale. Durante il periodo di dominazione di Alfonso d’Aragona, venne parzialmente ricostruito, e la difesa era affidata principalmente a cinque imponenti torri cilindriche. Di queste, quattro sono rivestite di piperno e una in tufo, culminando con merli su beccatelli. Le tre torri frontali, voltate verso l’interno, sono identificate come “di San Giorgio”, “di Mezzo” – questa tragicamente crollò il 4 agosto 1876 alle 11:30 – e “di Guardia”. Sul versante rivolto verso il mare, invece, troviamo la torre “dell’Oro” e la torre “di Beverello”. Imponente e maestoso, il fossato che circonda il castello contribuisce alla sua aura di inespugnabilità, mentre le torri si erigono su solidi basamenti a scarpata. L’assemblaggio dei blocchi di pietra in questi basamenti evoca intricati disegni, che pare siano ispirati da esempi catalani.

Una peculiarità di queste torri è la cosiddetta “scala catalana” presente all’interno, che conduce direttamente ai tetti del castello. Un tempo, questi erano posti strategici dove le vedette vigilavano per prevenire sorprese da potenziali nemici. Sul lato settentrionale, presso la torre “di Beverello”, emerge una delle caratteristiche finestre crociate della Sala dei Baroni. Due ulteriori finestre di questo tipo adornano il lato orientale: una prospetta il mare, mentre l’altra si apre sulla parete della Cappella Palatina, incastonata tra due esili torri poligonali. La torre angolare, denominata “dell’Oro”, protegge un’estensione dell’edificio che anticamente supportava una loggia, seguita da una sezione arretrata con due logge sovrapposte. Il lato meridionale del castello, rivolto al Molo Beverello, si distingue per un elegante loggiato che si estende lungo la sua interezza.

Museo civico

Il Museo Civico si trova all’interno del complesso monumentale che ha assunto un ruolo fondamentale nel panorama culturale della città. Questo antico edificio, non solo ospita il Museo Civico, ma è anche un emblema della storia architettonica e artistica locale.

Sala dell’Armeria
Collocata alla sinistra della Cappella Palatina e a un livello inferiore rispetto alla sala dei Baroni, questa sala era anticamente utilizzata per conservare armi, da cui deriva il suo nome. Recenti lavori di restauro hanno portato alla luce importanti reperti archeologici datati I secolo a.C. e V secolo, oggi visibili grazie a un pavimento in vetro trasparente che custodisce questi tesori.

Cappella Palatina
Situata sul lato marittimo del castello, la Cappella Palatina, conosciuta anche come chiesa di “San Sebastiano” o di “Santa Barbara”, rappresenta ciò che rimane del castello angioino del XIV secolo. Danneggiata nel terremoto del 1456, ha subito diversi interventi di restauro. La facciata interna è arricchita da un portale rinascimentale con rilievi di Andrea dell’Aquila e Francesco Laurana e un rosone di epoca aragonese realizzato da Matteo Forcimanya. L’interno conserva resti di affreschi di Maso di Banco e altri artisti del XIV secolo, nonché pregevoli sculture rinascimentali. La cappella ospita anche un ciborio di Iacopo della Pila e importanti opere di Domenico Gagini e Francesco Laurana.

Primo piano del Museo
Questa sezione ospita opere d’arte dei secoli XV-XVIII provenienti da chiese e istituzioni religiose, tra cui spiccano l’Adorazione dei Magi di Marco Cardisco e opere di Giuseppe Recco, Luca Giordano, Mattia Preti e Francesco Solimena.

Secondo piano del Museo
Le sale del secondo piano presentano opere dal XVIII al XX secolo, con un focus sulla pittura dell’Ottocento napoletano. Artisti come Gioacchino Toma e Michele Cammarano sono protagonisti con opere che raccontano episodi storici, paesaggi e scene di vita quotidiana.

Sala Carlo V e Novecento
A partire dal 2015, queste sale sono diventate parte del progetto “Mast” (Maschio Angioino Smart Tour), che combina storia e tecnologia, permettendo ai visitatori di ascoltare e interagire con le opere attraverso dispositivi smart.

Sala Loggia
Posizionata nella cortina orientale del Castello, la Sala Loggia ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli. Oltre a offrire una vista mozzafiato sul molo Beverello, attualmente è utilizzata per la celebrazione di matrimoni civili e ospita vari eventi culturali. Per ulteriori informazioni sulle tariffe della Sala, è possibile consultare il sito ufficiale del comune di Napoli.

Oltre alle sopra citate, il Museo Civico include anche la Sala della Loggia e la Sala Carlo V, spazi dedicati a mostre temporanee e iniziative culturali, che testimoniano la vivace attività culturale e artistica dell’istituzione.

Biblioteca della Società napoletana di storia patria

Un vero gioiello per gli appassionati di storia! Questa biblioteca ospita testi rari e documenti che tracciano la storia di Napoli. Un luogo di scoperta e conoscenza.

Foto del Maschio Angioino

Nel corso degli anni, numerosi fotografi hanno immortalato il Maschio Angioino, catturando la sua evoluzione architettonica e il contesto storico in cui si trovava. Ecco una selezione delle immagini più significative:

  1. Castel Nuovo Maschio Angioino nevicata del 1956: Questa rara fotografia mostra il Maschio Angioino imbiancato da una soffice neve. L’evento meteorologico del 1956 rappresenta uno dei momenti più inusuali per Napoli, una città generalmente avvolta dal calore mediterraneo.
  2. Maschio Angioino primi decenni del XX secolo: Una particolarità architettonica emerge in questa immagine. Alla facciata laterale del castello, infatti, si nota una superfetazione settecentesca. Per chi non lo sapesse, la superfetazione architettonica si riferisce a un’aggiunta costruttiva effettuata successivamente rispetto alla struttura originaria di un edificio, con il risultato di modificarne l’assetto iniziale e di comprometterne l’estetica. In questo caso, la facciata occidentale del Castel Nuovo era stata “ampliata” da una ulteriore parete dotata di numerose finestre e corridoi di transito, per permettere diversi accessi indipendenti e una ripartizione diversa degli ambienti interni. Come detto, questa “cortina” architettonica è stata poi rimossa durante i restauri degli anni ’20 e ’30. Sebbene sia stata eliminata, le tracce della malta utilizzata per addossare le pareti alle torri sono ancora visibili.
  3. Piazza Municipio e Maschio Angioino 1950: Una veduta classica della Piazza Municipio con il Maschio Angioino in primo piano. Questa fotografia racchiude il sapore dell’Italia post-bellica, in un periodo di ricostruzione e rinascita.
  4. Piazza Municipio e Maschio Angioino vista dall’alto intorno al 1960: Un’immagine aerea che offre una prospettiva unica della Piazza Municipio e del Maschio Angioino. La disposizione urbanistica e le linee architettoniche del periodo sono chiaramente visibili, fornendo una preziosa testimonianza storica della Napoli degli anni ’60.

Queste fotografie sono un prezioso tuffo nel passato, mostrando non solo la grandezza architettonica del Maschio Angioino, ma anche la sua interazione con il contesto urbano nel corso del tempo.

Come prenotare una visita

Desideroso di tuffarti in questa avventura storica? Ottima scelta! Vai direttamente al sito ufficiale e prenota la tua visita. Oltre agli orari, troverai anche eventi speciali e mostre temporanee.

Come arrivare al Maschio Angioino

Il Maschio Angioino si trova in una posizione invidiabile, proprio nel centro di Napoli. Se arrivi dalla Stazione di Napoli Centrale, prendi la Metro L1 dalla fermata “Garibaldi” in direzione “Piscinola”. Dopo solo tre fermate, scendi a “Municipio”, e ti troverai praticamente di fronte al maestoso castello. Se arrivi in auto, ci sono diversi parcheggi nelle vicinanze, ma la metro rimane il modo più semplice e veloce per raggiungerlo. La sua presenza imponente sarà il primo indizio che sei arrivato nel posto giusto!